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Il nodo della stazione ferroviaria come luogo di riconciliazione di conflitti urbani

Elisa Conticelli, Simona Tondelli

Abstract


Nonostante l’infrastruttura ferroviaria sia stata l’impalcato infrastrutturale su cui si sono sviluppati i moderni stati europei,  contribuendo fin dagli inizi del secolo scorso all’unificazione di territori ed alla creazione di nazioni (come è stato approfonditamente illustrato anche nel Volume 4, numero 1 di marzo 2011 di questa rivista, in riferimento al caso italiano) il rapporto tra la ferrovia e la città è stato da sempre caratterizzato da episodi di conflittualità, dovuti in gran parte ad una scarsa integrazione tra le politiche infrastrutturali e le politiche urbane, che nel corso dei decenni hanno prodotto forti conflitti di tipo fisico, funzionale e sociale soprattutto nelle zone più prossime alle stazioni ferroviarie che, per questo motivo, sono diventate luoghi simbolo dei principali conflitti che si consumano nelle città. Analogamente a quanto accadde nell’Ottocento, oggi la ferrovia torna ad essere infrastruttura strategica per lo sviluppo dello spazio europeo, grazie all’introduzione di sistemi di trasporto ad alta velocità, alla promozione del trasporto ferroviario come sistema maggiormente sostenibile, ma soprattutto alla capacità di connettere velocemente aree urbane centrali sempre più impenetrabili al mezzo privato e sedi di funzioni nevralgiche degli attuali sistemi urbani.

Questi nodi infrastrutturali, configurandosi come luoghi pubblici rappresentativi di una società complessa e sempre più votata al movimento, rappresentano pertanto una occasione imperdibile, non solo per attuare politiche di sviluppo e di coesione territoriale, ma anche per risolvere vecchie tensioni dovute alla condivisione di uno spazio fisico sempre più ristretto e prezioso ed ai fenomeni di ghettizzazione che si sono creati alla scala locale, tra l’infrastruttura ferroviaria ed il contesto urbano circostante. Tali tensioni tornano oggi sotto forma di possibili minacce e coinvolgono una pluralità di attori molto più interessati ai destini delle stazioni ferroviarie rispetto al passato.

A partire da una prima analisi delle situazioni più conflittuali che, nel tempo, si sono manifestate tra le stazioni ferroviarie ed i contesti urbani circostanti, l’articolo esamina le attuali dinamiche che caratterizzano i recenti interventi di rinnovo dei principali nodi ferroviari italiani ed europei, e le aspettative manifestate dai principali attori coinvolti dalla trasformazione con lo scopo di individuare le questioni cruciali per la costruzione di nuovi assetti vivibili ed efficienti, che attengono la strutturazione del nodo trasportistico e la sua conformazione a centro significativo e polifunzionale della città, ma anche l’individuazione delle dinamiche di trasformazione più idonee ed il corretto coinvolgimento dei diversi operatori e dei soggetti interessati dalla trasformazione. La corretta interpretazione della natura polisemica delle grandi stazioni ferroviarie contemporanee, che appaiono sempre più come sistemi complessi operanti in condizioni di equilibrio dinamico tra i diversi fattori che li caratterizzano, consente pertanto di individuare le prassi progettuali e le strategie di intervento più idonee per fare delle stazioni luoghi privilegiati di riconciliazione tra la ferrovia e la città contemporanea.

 


Keyword


Stazioni ferroviarie, Conflitti urbani, Nodo trasportistico, Centralità urbana, Riqualificazione urbana

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Riferimenti bibliografici


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DOI: http://dx.doi.org/10.6092%2F1970-9870%2F530

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Direttore responsabile: Rocco Papa | print ISSN 1970-9889 | on line ISSN 1970-9870 | © 2008 | Registrazione: Cancelleria del Tribunale di Napoli, n° 6, 29/01/2008 | Rivista realizzata con Open Journal System e pubblicata dal Centro di Ateneo per le Biblioteche dell'Università di Napoli Federico II.